Ore pomeridiane

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Aura Zecchini

È nata nel 1983 a Peschiera del Garda, vive e lavora tra Mantova e Milano. Diplomata all’Accademia di Brera, nel 2009 vince il primo premio al concorso Co.Co.Co. Como Contemporary Contest ed espone alle collettive Love Nest (Wannabee Gallery) e PANdora (Galleria Bianconi). Nel 2010 partecipa alla VII Biennale d’Arte Postumia Giovani 2010 al Museo di Gazoldo degli Ippoliti e presenta alla Galleria Bianconi la personale Mutazioni fragili. Nel 2011 è invitata ad Arte a Mantova, 2000-2010 alla Casa del Mantegna e alla 54° Biennale di Venezia. Nel 2012 presenta alla Galleria d’Arte Il Castello di Trento la personale Naturalia & Mirabilia. Come scrive Alberto Zanchetta, «le sue opere si inseriscono nella grande tradizione della natura morta, che in realtà sottende sempre un “trionfo della vita”. La calma apparente che si annida in queste opere non è così quiescente come sembra: con un disegno stilizzato, rapido e dinamico, l’artista ci mostra la vitalità del mondo vegetale […]; le infiorescenze naturali finiscono per confondersi o camuffarsi con il brulicare degli insetti, che cercano di ghermire la scena del quadro».

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È nata nel 1983 a Peschiera del Garda, vive e lavora tra Mantova e Milano. Diplomata all’Accademia di Brera, nel 2009 vince il primo premio al concorso Co.Co.Co. Como Contemporary Contest ed espone alle collettive Love Nest (Wannabee Gallery) e PANdora (Galleria Bianconi). Nel 2010 partecipa alla VII Biennale d’Arte Postumia Giovani 2010 al Museo di Gazoldo degli Ippoliti e presenta alla Galleria Bianconi la personale Mutazioni fragili. Nel 2011 è invitata ad Arte a Mantova, 2000-2010 alla Casa del Mantegna e alla 54° Biennale di Venezia. Nel 2012 presenta alla Galleria d’Arte Il Castello di Trento la personale Naturalia & Mirabilia. Come scrive Alberto Zanchetta, «le sue opere si inseriscono nella grande tradizione della natura morta, che in realtà sottende sempre un “trionfo della vita”. La calma apparente che si annida in queste opere non è così quiescente come sembra: con un disegno stilizzato, rapido e dinamico, l’artista ci mostra la vitalità del mondo vegetale […]; le infiorescenze naturali finiscono per confondersi o camuffarsi con il brulicare degli insetti, che cercano di ghermire la scena del quadro».

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