Under the rain, The power of love, Tentativo di fuga

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Alessio Bolognesi

Sfiggy rappresenta i fardelli del passato, le difficoltà del presente e le incertezze del futuro del suo papà: Alessio Bolognesi. Nato a Ferrara, classe 1978, nella sua “prima vita” Alessio è ingegnere. Poi, come racconta Giovanna Lacedra, da uno schizzo annoiato, nel corso di un’ennesima riunione, nasce Sfiggy. «Era piccolo e bianco, con occhi scuri notevolmente distanziati rispetto all’asse di simmetria. Aveva narici sbilanciate e clavicole dissestate. Diversi cerotti gli coprivano l’epidermide e gli arti risultavano ricuciti da diversi punti di sutura. Insomma, era un rottame! Però, non sembrava affatto provato da tutto questo. Al contrario! Pareva guardare il suo disegnatore con una espressione di trepida attesa. Desiderava uscire da quel foglio ed entrare nella vita». Da allora, 2010, Alessio Bolognesi, piega le più disparate tecniche alla necessità primaria, quella di raccontare l’alienamento di sé stesso e della società contemporanea attraverso Sfiggy. Nel 2010 vince il Premio Arte in Opera, sezione pittura ed è finalista al Premio Arte X; nel 2012 vince il Premio Ora. Tra le mostre “Aliens, le forme alienanti del contemporaneo”, Casa Ariosto (Ferrara: 2014) e le personali “I dolori del giovane Sfiggy”, Art for interior gallery (Milano: 2014), “Sfiggy full throttle”, Paggeria Arte / Magazzini Criminali (Sassuolo: 2014), “Sfiggy invasion”, SQUARE23 Art Gallery (Torino: 2014), “Sfiggy, what else!”, MAG (Como: 2013), “Welcome Mr. Sfiggy”, Spazio San Giorgio (Bologna: 2013).

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Sfiggy rappresenta i fardelli del passato, le difficoltà del presente e le incertezze del futuro del suo papà: Alessio Bolognesi. Nato a Ferrara, classe 1978, nella sua “prima vita” Alessio è ingegnere. Poi, come racconta Giovanna Lacedra, da uno schizzo annoiato, nel corso di un’ennesima riunione, nasce Sfiggy. «Era piccolo e bianco, con occhi scuri notevolmente distanziati rispetto all’asse di simmetria. Aveva narici sbilanciate e clavicole dissestate. Diversi cerotti gli coprivano l’epidermide e gli arti risultavano ricuciti da diversi punti di sutura. Insomma, era un rottame! Però, non sembrava affatto provato da tutto questo. Al contrario! Pareva guardare il suo disegnatore con una espressione di trepida attesa. Desiderava uscire da quel foglio ed entrare nella vita». Da allora, 2010, Alessio Bolognesi, piega le più disparate tecniche alla necessità primaria, quella di raccontare l’alienamento di sé stesso e della società contemporanea attraverso Sfiggy. Nel 2010 vince il Premio Arte in Opera, sezione pittura ed è finalista al Premio Arte X; nel 2012 vince il Premio Ora. Tra le mostre “Aliens, le forme alienanti del contemporaneo”, Casa Ariosto (Ferrara: 2014) e le personali “I dolori del giovane Sfiggy”, Art for interior gallery (Milano: 2014), “Sfiggy full throttle”, Paggeria Arte / Magazzini Criminali (Sassuolo: 2014), “Sfiggy invasion”, SQUARE23 Art Gallery (Torino: 2014), “Sfiggy, what else!”, MAG (Como: 2013), “Welcome Mr. Sfiggy”, Spazio San Giorgio (Bologna: 2013).

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