Anatomia di una busta

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Giulia Manfredi

Nata a Castelfranco Emilia nel 1984, dopo gli studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna frequenta l’Universität der Kunst, scegliendo di vivere e lavorare anche a Berlino. La sua ricerca si muove intorno e attraverso il processo simbolico contenuto in potenza nel suo materiale prediletto: la resina. Su questa imbastisce il proprio pensiero sull’arte e sulle sue istituzioni. La luce, di questo processo, è motore e protagonista: dramma e teatralizzazione nelle installazioni, pixel e pulsazione nei video che nascono, comunque, sempre da complesse mise en scène. La materia, allora, è il campo dove verificare l’alternativa eternità/decomposizione. Tra le sue mostre, le personali “Orizzonte d’abbandono” allo Spazio 9 (Bologna: 2014), “AMT project” con Martin Vongrej (Bratislava: 2012) e “Malanotte” al museo della Musica (Bologna: 2012) e la partecipazione alla Biennale del Mediterraneo (Ancona: 2013), alla Biennal of Young Artist con BJCEM (Nottingham: 2012), a “On Group Exhibition” all’Hangar 6 (Trezzano sul Naviglio: 2012), a “Parafernalia” a Flausina (Lisbona: 2011) e a Roming Biennal if Teheran “Urban Jealousy” (Belgrado, Berlino, Instanbul: 2009).

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Giulia Manfredi

Nata a Castelfranco Emilia nel 1984, dopo gli studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna frequenta l’Universität der Kunst, scegliendo di vivere e lavorare anche a Berlino. La sua ricerca si muove intorno e attraverso il processo simbolico contenuto in potenza nel suo materiale prediletto: la resina. Su questa imbastisce il proprio pensiero sull’arte e sulle sue istituzioni. La luce, di questo processo, è motore e protagonista: dramma e teatralizzazione nelle installazioni, pixel e pulsazione nei video che nascono, comunque, sempre da complesse mise en scène. La materia, allora, è il campo dove verificare l’alternativa eternità/decomposizione. Tra le sue mostre, le personali “Orizzonte d’abbandono” allo Spazio 9 (Bologna: 2014), “AMT project” con Martin Vongrej (Bratislava: 2012) e “Malanotte” al museo della Musica (Bologna: 2012) e la partecipazione alla Biennale del Mediterraneo (Ancona: 2013), alla Biennal of Young Artist con BJCEM (Nottingham: 2012), a “On Group Exhibition” all’Hangar 6 (Trezzano sul Naviglio: 2012), a “Parafernalia” a Flausina (Lisbona: 2011) e a Roming Biennal if Teheran “Urban Jealousy” (Belgrado, Berlino, Instanbul: 2009).

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