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Vincenzo Marsiglia

Nato nel 1972 a Belvedere Marittimo (CS) si forma ad Imperia presso l’Istituto Statale d’Arte e poi all’Accademia di Brera di Milano, dove consegue la laurea in Pittura. Ha iniziato a esporre a metà degli anni ’90, partecipando a mostre presso gallerie, fiere e musei in Italia e all’estero. Le sue opere si sviluppano partendo da una stella a quattro punte che diventa nel tempo il suo carattere distintivo, vero e proprio “logo” dell’artista. La composizione delle opere diventa quasi un’operazione ossessiva che genera elementi in cui questo simbolo si unisce al tessuto, al feltro, alle paillettes e alla ceramica. Nell’ultima serie di lavori ricorre, invece, a strumenti tecnologici che si uniscono alla pittoricità segnica. Si ritrova in questi lavori tanto una contemporaneità legata ai nuovi strumenti di comunicazione, quanto il desiderio di non far sopraggiungere un oggetto concreto, finito e determinato, ma un’opera mutevole e transitoria che, proprio con l’interazione del pubblico, trova il suo compimento nel processo di relazione e mutazione che porta, anche, ad una riduzione della distanza tra l’oggetto artistico e il suo fruitore. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Tra le personali più recenti, “Riflessione interattiva” a cura di C. Canali all’ex chiesa di S. Pietro in Atrio (Como: 2014), “Stars in the Darkness” alla galleria Guidi&Schoen (Genova: 2013), “Numerique” alla Galerie Charlot (Parigi: 2012) ed “Experience” a cura di G. Marziani a Palazzo Taverna (Roma: 2012). Tra le collettive, “Pittura italiana aniconica” a cura di C. Cerritelli alla Casa del Mantegna (Mantova, 2008) e la partecipazione al Padiglione Italia (a Milano e Torino) della 54. Biennale Internazionale di Arte curata da Vittorio Sgarbi nel 2011.

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Nato nel 1972 a Belvedere Marittimo (CS) si forma ad Imperia presso l’Istituto Statale d’Arte e poi all’Accademia di Brera di Milano, dove consegue la laurea in Pittura. Ha iniziato a esporre a metà degli anni ’90, partecipando a mostre presso gallerie, fiere e musei in Italia e all’estero. Le sue opere si sviluppano partendo da una stella a quattro punte che diventa nel tempo il suo carattere distintivo, vero e proprio “logo” dell’artista. La composizione delle opere diventa quasi un’operazione ossessiva che genera elementi in cui questo simbolo si unisce al tessuto, al feltro, alle paillettes e alla ceramica. Nell’ultima serie di lavori ricorre, invece, a strumenti tecnologici che si uniscono alla pittoricità segnica. Si ritrova in questi lavori tanto una contemporaneità legata ai nuovi strumenti di comunicazione, quanto il desiderio di non far sopraggiungere un oggetto concreto, finito e determinato, ma un’opera mutevole e transitoria che, proprio con l’interazione del pubblico, trova il suo compimento nel processo di relazione e mutazione che porta, anche, ad una riduzione della distanza tra l’oggetto artistico e il suo fruitore. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Tra le personali più recenti, “Riflessione interattiva” a cura di C. Canali all’ex chiesa di S. Pietro in Atrio (Como: 2014), “Stars in the Darkness” alla galleria Guidi&Schoen (Genova: 2013), “Numerique” alla Galerie Charlot (Parigi: 2012) ed “Experience” a cura di G. Marziani a Palazzo Taverna (Roma: 2012). Tra le collettive, “Pittura italiana aniconica” a cura di C. Cerritelli alla Casa del Mantegna (Mantova, 2008) e la partecipazione al Padiglione Italia (a Milano e Torino) della 54. Biennale Internazionale di Arte curata da Vittorio Sgarbi nel 2011.

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