Bivio

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Giorgia Vian

Nata a Genova nel 1984, vive a Milano. È del 2010 la partecipazione al Premio Termoli a cura di Miriam Mirolla, del 2011 quella alla Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, sezione “The State of The Art”, a “Cose Cosmiche 1 e 2” (Galleria Artra, Milano) e la residenza per artisti a Ruinas, in Sardegna, a cura di Mauro Cossu. Del 2012 è la collettiva “La Maschera e il Volto” (Galleria Cart, Monza) e la conferenza “Quando l’asticella non cade. Il salto con l’asta e l’allenamento dell’opera d’arte”, in “Collecting People/Apnea” (Diogene, Torino) e la partecipazione al progetto “killing floor”, e/static, Torino. Nel 2013 si segnala la mostra “Tra il Dire e il Fare” presso la galleria Placentia di Piacenza. Nel 2014 la collettiva “Salon/Saloon” alla Greenhouse di Berlino e la prima personale alla Galleria Placentia dal titolo “Il Pomeriggio di un Fauno”. L’indagine dell’artista è rivolta soprattutto all’arte intesa nel senso più originario di “estetica” come relativa alla sensibilità umana: dalla percezione visiva alla coscienza corporea e cognitiva.

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Giorgia Vian

Nata a Genova nel 1984, vive a Milano. È del 2010 la partecipazione al Premio Termoli a cura di Miriam Mirolla, del 2011 quella alla Biennale di Venezia nel Padiglione Italia, sezione “The State of The Art”, a “Cose Cosmiche 1 e 2” (Galleria Artra, Milano) e la residenza per artisti a Ruinas, in Sardegna, a cura di Mauro Cossu. Del 2012 è la collettiva “La Maschera e il Volto” (Galleria Cart, Monza) e la conferenza “Quando l’asticella non cade. Il salto con l’asta e l’allenamento dell’opera d’arte”, in “Collecting People/Apnea” (Diogene, Torino) e la partecipazione al progetto “killing floor”, e/static, Torino. Nel 2013 si segnala la mostra “Tra il Dire e il Fare” presso la galleria Placentia di Piacenza. Nel 2014 la collettiva “Salon/Saloon” alla Greenhouse di Berlino e la prima personale alla Galleria Placentia dal titolo “Il Pomeriggio di un Fauno”. L’indagine dell’artista è rivolta soprattutto all’arte intesa nel senso più originario di “estetica” come relativa alla sensibilità umana: dalla percezione visiva alla coscienza corporea e cognitiva.