Due



Elisa Cella

Nata a Genova nel 1974, dopo il diploma al liceo scientifico della sua città, ha frequentato la facoltà di Matematica all’Università degli Studi di Milano. Appassionata di pittura, è in questo periodo che inizia a disegnare e a dipingere.
Il mistero e lo stupore per la bellezza sono il motore centrale del suo lavoro, che nasce dalla costruzione di immagini attraverso la ripetizione di cerchi di varie dimensioni realizzati rigorosamente a mano libera. Il loro controllo e la loro imperfezione costituiscono la componente fondamentale della sua poetica. Le immagini che rappresenta sono di solito di ispirazione scientifica e rimandano a considerazioni filosofiche e gnoseologiche: evocano ramificazioni globulari di liquidi, forse di una goccia di sangue o di acqua, l’origine della vita vista al microscopio. Ha esposto in diversi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. La sua galleria di riferimento è la galleria E3 Arte Contemporanea di Brescia. Fra le sue ultime mostre si ricordano: La bellezza resta allo Stadtmuseum di Klausen, Kunst Heilt Medizin – Zehen Werke alla Facoltà Teologica dell’Università di Graz, Estetica Matematica alla Galleria Villa Contemporanea di Monza, Sensazione Concava alla Galleria E3 Arte Contemporanea di Brescia, TransumArte al Castello Fieschi-Doria-Malaspina di Santo Stefano d’Aveto.

Due, 2018

La mia storia è stata modificata da due incontri fatali: quello con la matematica e quello con l’arte. Prima al liceo, poi all’università, ho capito come, partendo da poche regole di base, si potesse arrivare ad una meravigliosa costruzione di mondi.
Nella matematica tutto è semplice ma ogni cosa è complessa. L’approccio ad ogni “oggetto” è molteplice a seconda di quale prospettiva si adotti. Ho incontrato l’arte ai tempi dell’università, mi è scaturita spontanea in un periodo complicato della mia vita. Ho iniziato a disegnare e poi a dipingere utilizzando i cerchi e non ho mai smesso. Un’attività che mi ha assorbito completamente, tanto da rinunciare alla matematica in favore dell’arte, poiché entrambe totalizzanti.

In questo piccolo lavoro omaggio quindi la matematica con un disegno in cui rappresento ― a mio modo ― il numero naturale DUE. Il due è la caratteristica che accomuna le infinite coppie. Quindi ha una natura finita e un rimando all’infinito. Inoltre, quando si passa da uno a due, si compie esattamente quel meccanismo che, reiterato, porta alla costruzione dei numeri naturali, delle loro proprietà, delle proprietà degli oggetti analoghi, del principio di induzione. Il due ha molte caratteristiche matematiche e ha rimandi filosofici, scientifici e simbolici (dualismo, polarità, femminile, ecc.).

Elisa Cella

Nata a Genova nel 1974, dopo il diploma al liceo scientifico della sua città, ha frequentato la facoltà di Matematica all’Università degli Studi di Milano. Appassionata di pittura, è in questo periodo che inizia a disegnare e a dipingere.
Il mistero e lo stupore per la bellezza sono il motore centrale del suo lavoro, che nasce dalla costruzione di immagini attraverso la ripetizione di cerchi di varie dimensioni realizzati rigorosamente a mano libera. Il loro controllo e la loro imperfezione costituiscono la componente fondamentale della sua poetica. Le immagini che rappresenta sono di solito di ispirazione scientifica e rimandano a considerazioni filosofiche e gnoseologiche: evocano ramificazioni globulari di liquidi, forse di una goccia di sangue o di acqua, l’origine della vita vista al microscopio. Ha esposto in diversi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. La sua galleria di riferimento è la galleria E3 Arte Contemporanea di Brescia. Fra le sue ultime mostre si ricordano: La bellezza resta allo Stadtmuseum di Klausen, Kunst Heilt Medizin – Zehen Werke alla Facoltà Teologica dell’Università di Graz, Estetica Matematica alla Galleria Villa Contemporanea di Monza, Sensazione Concava alla Galleria E3 Arte Contemporanea di Brescia, TransumArte al Castello Fieschi-Doria-Malaspina di Santo Stefano d’Aveto.

Due, 2018

La mia storia è stata modificata da due incontri fatali: quello con la matematica e quello con l’arte. Prima al liceo, poi all’università, ho capito come, partendo da poche regole di base, si potesse arrivare ad una meravigliosa costruzione di mondi.
Nella matematica tutto è semplice ma ogni cosa è complessa. L’approccio ad ogni “oggetto” è molteplice a seconda di quale prospettiva si adotti. Ho incontrato l’arte ai tempi dell’università, mi è scaturita spontanea in un periodo complicato della mia vita. Ho iniziato a disegnare e poi a dipingere utilizzando i cerchi e non ho mai smesso. Un’attività che mi ha assorbito completamente, tanto da rinunciare alla matematica in favore dell’arte, poiché entrambe totalizzanti.

In questo piccolo lavoro omaggio quindi la matematica con un disegno in cui rappresento ― a mio modo ― il numero naturale DUE. Il due è la caratteristica che accomuna le infinite coppie. Quindi ha una natura finita e un rimando all’infinito. Inoltre, quando si passa da uno a due, si compie esattamente quel meccanismo che, reiterato, porta alla costruzione dei numeri naturali, delle loro proprietà, delle proprietà degli oggetti analoghi, del principio di induzione. Il due ha molte caratteristiche matematiche e ha rimandi filosofici, scientifici e simbolici (dualismo, polarità, femminile, ecc.).