Senza titolo



Davide Mancosu

È nato a Biella nel ’70, vive e lavora a Milano.

Il suo ingresso nel mondo dell’arte avviene nel 2003 e il suo lavoro attira subito l’attenzione del pubblico e della critica.

La sua ricerca è caratterizzata da influenze desunte dal lavoro di Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, KaiKai Kiki e dagli artisti della Toy Culture come Barry McGee, Dalek e Miss Van, coniugate con un’osservazione e un’indagine sulle ossessioni dell’apparire caratteristiche della società contemporanea e filtrate con uno sguardo ironico e talvolta cinico.

Artista, in Italia, tra i più sensibili agli influssi delle correnti New Pop che stanno attraversando la cultura artistica internazionale, ha esposto in numerose occasioni.

Tra le mostre più recenti, la personale Blue Anarchy (Galleria dell’Ombra, Brescia; Spazio Bevacqua Panigai, Treviso, 2010) e la collettiva itinerante Dadaumpop (Galleria BMB, Mumbai; Rabindranath Tagore Centre, Calcutta;
Italian Cultural Centre, New Delhi, 2011; Galleria Rinascimento Contemporaneo, Genova, 2011).

Davide Mancosu

È nato a Biella nel ’70, vive e lavora a Milano.

Il suo ingresso nel mondo dell’arte avviene nel 2003 e il suo lavoro attira subito l’attenzione del pubblico e della critica.

La sua ricerca è caratterizzata da influenze desunte dal lavoro di Takashi Murakami, Yoshitomo Nara, KaiKai Kiki e dagli artisti della Toy Culture come Barry McGee, Dalek e Miss Van, coniugate con un’osservazione e un’indagine sulle ossessioni dell’apparire caratteristiche della società contemporanea e filtrate con uno sguardo ironico e talvolta cinico.

Artista, in Italia, tra i più sensibili agli influssi delle correnti New Pop che stanno attraversando la cultura artistica internazionale, ha esposto in numerose occasioni.

Tra le mostre più recenti, la personale Blue Anarchy (Galleria dell’Ombra, Brescia; Spazio Bevacqua Panigai, Treviso, 2010) e la collettiva itinerante Dadaumpop (Galleria BMB, Mumbai; Rabindranath Tagore Centre, Calcutta;
Italian Cultural Centre, New Delhi, 2011; Galleria Rinascimento Contemporaneo, Genova, 2011).

Venduta